Opusculus Lamae Bal ta

Mezzamortie

Un breve resoconto di Lamae

Bal e i morti inquieti

 

Mabei Ywenil, scrivano

 

Traduzione a cura di

Università di Gwylim, 3E 105

 

 

Quando il barlume diventa luce, l'ombra diventa oscurità. Così accadde che il daedra Molag Bal osservò l'aedra Arkay e lo giudicò orgoglioso del suo dominio sulla morte dell'uomo e dei mer, ed era verità.

 

Bal, la cui sfera è l'oppressione sfrenata e l'intrappolamento delle anime mortali, cercò di ostacolare Arkay, che sapeva che né uomo né mer, né bestia di tutto il Nirn avrebbe potuto sottrarsi alla morte. L'aedra non aveva dubbi sulla sua sfera e così Molag bal assalì il Nirn per sconfiggere la morte.

 

Tamriel era ancora giovane e traboccante di pericolosa e prodigiosa magicka quando Bal fece la sua comparsa sotto forma di uomo e prese una vergine, Lamae Beolfag, dai popoli Nedic. Selvaggio e insensibile all'amore, Bal profanò il suo corpo e le sue urla diventarono i venti ululanti che tormentano ancora alcuni fiordi di Skyrim. Versando una sola goccia del sangue dalle sue sopracciglia, Bal lasciò il Nirn, dopo avere seminato la sua ira.

 

Profanata e priva di sensi, Lamae fu trovata dai nomadi che si presero cura di lei. Dopo due settimane, una maga nomade avvolse la defunta Lamae in un manto. Come da usanza, i nomadi appiccarono un falò per immolare le sue spoglie. Quella notte, Lamae si alzò dal rogo funerario e attaccò la congrega di streghe, ancora in fiamme. Sgozzò le donne, divorò gli occhi dei bimbi e violentò gli uomini con la stessa brutalità che Bal aveva usato su di lei.

 

E così, Lamae, (che noi conosciamo come la matrona di sangue) sfogò la pena del suo aspetto orribile sul popolo di Tamriel dando il via a una serie di terrori senza fine, da cui si generarono i vampiri: i più astuti degli orrori notturni. E così il flagello dei non-morti si scatenò su Tamriel, prendendosi gioco del ciclo di vita e morte di Arkay per tutte le epoche a venire degli et'Ada e nella sua tristezza Arkay sapeva che tutto ciò era irreversibile.