Marchio Mortale

Storia di un pirata

 

 

Haknir Marchio Mortale stava morendo.

 

Per Garuk Vento Gelato, furiere della nave, era l'inimmaginabile. Suo nonno aveva lavorato insieme a Haknir, all'incirca sessant'anni prima, e già allora serpeggiava una leggenda tra i pirati del nord. "Il Re dei Fantasmi", così lo chiamavano, eterno e spietato come i mari che solcava. Per Garuk, che lo aveva ammirato in battaglia vestito della sua fulgente e regale armatura di stahlrim e con in pugno le sue due spade gemelle falciatrici di uomini, Haknir era un dio.

 

Ma nessuno temeva Haknir quanto la sua stessa ciurma. Conoscevano bene le sue esplosioni di ira, i suoi attacchi di follia e il suo appagamento nella tortura e nell'assassinio senza motivo apparente. E vi era una voce ancor più sinistra: alcuni dicevano che egli si cibasse del sangue e dell'anima di coloro che uccideva al fine di prolungare il proprio respiro mortale. Alcuni lo ritenevano un daedra, liberato nel mondo mortale. Altri credevano che la sua vita e il suo potere, e le sue armi e le sue corazze, fossero dovute a un patto stretto con Dagon, il principe della distruzione. E il sigillo di tale patto era la terribile ferita che sfigurava il suo volto, mai sanata: il Marchio Mortale. Nessun uomo poteva guardarlo senza trasalire.

 

Tutto questo attraversò la mente di Garuk mentre prendeva posto sul ponte a capo della ciurma, scambiandosi un'occhiata con Thalin, timoniere e suo rivale. Al calar del sole, pensò, uno di noi diverrà capitano. L'altro perirà.

 

Quando finalmente Haknir uscì dalla sua cabina, il silenzio scese sulla nave. Pareva fragile, la sua voce roca. Tuttavia, ancora degno di ammirazione e timore. Mentre scrutava nella mente dei suoi uomini, tagliagole e assassini della peggior specie, nessuno di loro osava incrociarne lo sguardo. Alla fine, parlò.

 

"Voi desiderate sapere chi sarà il mio successore e come intendo dividere la mia parte del bottino".

 

Tali furono le parole che proferì, e tra i marinai si alzò un mormorio di protesta. Haknir li zittì.

 

"In tutti questi anni ho provato a capire chi sarebbe stato degno di prendere il mio posto, o forte abbastanza da spodestarmi. Nessuno di voi lo è, neanche lontanamente. Perciò, nessuno di voi avrà né l'una né l'altra cosa".

 

Allungò il braccio. "Nel nome di Dagon, io maledico la mia armatura e le mie spade. E, con esse, questa nave e tutto ciò che trasporta. Fino al giorno in cui uno di voi riuscità a battermi in combattimento, nessuno avrà nemmeno una moneta". Li guardò. "Ringraziate di essere ancora vivi".

 

Garuk e Thalin si guardarono. Se tali parole fossero state proferite da un altro, chiunque altro, sarebbe stato ammutinamento certo. Un centinaio di brutali pirati contro un vecchio. Ma lui era Haknir. La ciurma era muta.

 

Haknir lanciò una mappa ai piedi di Garuk. "Garuk, prendi una barca e seppellisci la mia armatura nel punto segnato. Thalin, salperemo verso la mia tomba, dove mi lascerete insieme al mio oro. Quindi, bruciate le barche e fate quel che volete. Non sono più il vostro capitano". Detto questo, si voltò e tornò nei suoi alloggi.

 

Al sorgere del sole, Garuk salì sulla barca insieme a tre dei suoi uomini. Approdarono in una secca a nord di Solstheim, nel luogo indicato da Haknir. Si accamparono e cominciarono a scavare.

 

Ma la bramosia si era già fatta strada nel cuore di Garuk. Non smetteva di guardare il forziere cintato di ferro che avevano portato con loro. Il vecchio, forse, era già morto, e i suoi ordini parole al vento.

 

Quella notte Garuk aprì il forziere ed estrasse l'elmo che vi era all'interno. Lo stahlrim scintillava sotto la luce della luna. Era il suo momento. Il momento di un nuovo Re dei Fantasmi. Calzò l'elmo sulla sua testa.

 

E urlò.

 

Si dice che ancora oggi sia possibile udire le sue urla nelle notti illuminate dalla luna, su una secca rocciosa al largo della costa settentrionale di Solstheim.

 

Post Scriptum:

Questa storia è una tra le più recenti della "Saga di Haknir", ovvero i racconti che narrano della vita e delle avventure del leggendario re dei pirati Haknir Marchio Mortale. Decidere in che misura essa sia vera, lo lascio al giudizio del lettore.

 

Artise Dralen

Scrivano della Casata

Redoran