La torta e

il diamante

 

di

Athyn Muendil

 

 

Ero alla locanda Il Ratto e il Boccale, un locale per stranieri ad Ald'ruhn, e stavo parlando con i miei compagni quando vidi la donna per la prima volta. Ora, le donne bretoni sono abbastanza comuni a Il Ratto e il Boccale. Come uccelli migratori, erano solite allontanarsi dai loro picchi di High Rock. Le vecchie bretoni, tuttavia, non sono così girovaghe e la vecchia raggrinzita attirò su di sé l'attenzione, girando per la stanza e parlando con tutti.

 

Nimloth e Oediad erano al solito posto, bevendo la solita roba. Oediad stava mostrando un premio che aveva ottenuto in qualche modo illecito: un enorme diamante, grande come la mano di un bambino e puro come l'acqua sorgiva. Lo stavo ammirando quando sentii alle mie spalle lo scricchiolio di vecchie ossa.

 

"Buongiorno, amici", disse la vecchia. "Il mio nome è Abelle Chirditte e ho bisogno di un aiuto finanziario per facilitare il mio trasporto ad Ald Redaynia."

 

"Se vuoi la carità devi andare al tempio", disse seccamente Nimloth.

 

"Non voglio la carità", disse Abelle. "Mi interesserebbe uno scambio di servizi."

 

"Non dire fesserie, vecchia", rise Oediad.

 

"Hai detto che il tuo nome è Abelle Chirditte?" chiesi. "Sei imparentata con Abelle Chirditte, l'alchimista di High Rock?".

 

"Molto imparentata", disse con un risolino. "Siamo la stessa persona. Forse posso prepararvi una pozione in cambio d'oro? Ho notato che possedete un diamante molto bello. Le proprietà magiche dei diamanti sono illimitate."

 

"Mi spiace, vecchia, non lo cedo in cambio di prestazioni magiche. E' stato già abbastanza problematico rubarlo", rispose Oediad. "Ho un ricettatore che lo pagherà fior di monete".

 

"Ma il tuo ricettatore esigerà una certa percentuale, o sbaglio? Cosa ne pensi se ti dessi in cambio una pozione di invisibilità? Per quel diamante, potresti ottenere dei mezzi per rubare molto di più. Mi pare proprio uno scambio equo di servizi."

 

"Sarà, ma non ho oro da darti", disse Oediad.

 

"Prenderò ciò che resta del diamante dopo che avrò fatto la pozione" disse Abelle.

 

"Portandola alla Gilda dei Maghi, dovreste fornire tutti gli altri ingredienti e pagarla. Ma ho imparato la mia arte nelle terre selvagge, dove non esisteva alcun creatore di pozioni in grado di dissolvere diamanti in polvere. Quando devi fare tutto a mano, con la tua sola abilità, ti accontenti degli scarti che quegli stupidi testoni della gilda sprecano come nulla fosse."

 

"La racconti molto bene", disse Nimloth, "Ma come sappiamo che la tua pozione funzionerà? Se crei una pozione, prendi il resto del diamante di Oediad e te ne vai, non sapremo se la pozione funzionerà finché non te ne sarai andata".

 

"Ah, la fiducia è cosa rara al giorno d'oggi", sospirò Abelle. "Forse potrei creare due pozioni per voi e per me avanzerebbe comunque un po' di diamante. Non molto, ma probabilmente abbastanza da portarmi ad Ald Redaynia. Dopodiché, potreste provare subito la prima pozione e vedere se vi soddisfa."

 

"Ma", interruppi, "potresti creare una pozione che funziona e l'altra no, e impossessarti di più diamante. Potresti addirittura somministrarci un veleno dall'effetto lento e per quando sarai arrivata ad Ald Radaynia saremo morti."

 

"Santa Kynareth, quanto siete sospettosi voi dunmer! Difficilmente avanzerà del diamante, ma potrei fare due pozioni, ognuna con due dosi, così potrete convincervi che funzionano entrambe senza effetti collaterali. Se ancora non vi fidate, venite con me al mio tavolo e osservatemi mentre la preparo."

 

Così si decise che io avrei riaccompagnato Abelle al suo tavolo dove aveva le sue borse da viaggio piene di erbe e minerali, per assicurarmi che non preparasse due pozioni differenti. Ci volle quasi un'ora per crearle, ma cortesemente mi permise di finire la sua fiasca di vino mentre la guardavo lavorare. Spezzare il diamante e polverizzarne i pezzi richiese la maggior parte del tempo: muoveva ripetutamente le sue mani rugose sulla gemma, intonando antichi incantesimi, frantumando le facce della pietra in parti sempre più piccole. Separatamente preparò un impasto di verdamara tritato, poltiglia di bulbi rossi di arco spae e gocce di olio ciciliani. Finii il vino.

 

"Vecchia", dissi infine sospirando, "quanto ci vuole ancora? Sono stanco di guardarti lavorare."

 

"La Gilda dei Maghi ha ingannato la popolazione spacciando l'alchimia per una scienza", disse. "Ma se sei stanco, riposa gli occhi."

 

A quanto pare, i miei occhi si chiusero di loro spontanea volontà. In quel vino doveva esserci qualcosa. Qualcosa che mi costringeva a seguire i suoi ordini.

 

"Penso che creerò delle pozioni sotto forma di dolci. Sono molto più potenti in quel modo. Ma ora dimmi, giovane, cosa faranno i tuoi amici quando darò loro la pozione?"

 

"Ti aggrediranno per strada subito dopo per recuperare il resto del diamante", dissi semplicemente. Non volevo dire la verità, ma eccola lì.

 

"Immaginavo, ma volevo esserne certa. Ora puoi aprire gli occhi."

 

Aprii i miei occhi. Abelle aveva preparato un piccolo assortimento su un vassoio di legno: due piccoli dolci e un coltello d'argento.

 

"Prendi i dolci e portali al tavolo", disse Abelle. "E non dire niente, a parte concordare con tutto ciò che dico."

 

Feci come mi era stato detto. Era una sensazione curiosa.

 

Quasi non mi dispiaceva essere il suo pupazzo. Naturalmente, a posteriori, mi risentii, ma in quel momento mi sembrava perfettamente naturale obbedire senza fare domande.

 

Abelle consegnò i dolci a Oediad e confermai obbediente che erano stati preparati entrambi allo stesso modo. Suggerì di tagliare un dolce a metà, un pezzo per sé e uno per il mio compagno, così da verificare che funzionassero e che non fossero avvelenati. Oediad pensò che fosse una buona idea e usò il coltello di Abelle per tagliare il dolce. Abelle prese il pezzo a sinistra e se lo ficcò in bocca. Oediad prese il pezzo a destra e lo ingoiò con più cautela.

 

Abelle e tutte le borse che stava portando svanirono quasi istantaneamente. A Oediad non accadde nulla.

 

"Perché ha funzionato con la strega e non con me?" si lamentò Oediad.

 

"Perché la polvere di diamante era solo sul lato sinistro della lama", disse la vecchia alchimista tramite la mia voce. Sentii il suo controllo scemare mentre la distanza aumentava e percorreva velocemente le strade oscure di Ald'ruhn, lontano dalla locanda Il Ratto e il Boccale.

 

Non ritrovammo mai né Abelle Chirditte né il diamante. Tutti si chiedono se la vecchia abbia completato il suo pellegrinaggio ad Ald Redaynia. I dolci non sortirono alcun effetto su Oediad, se non una brutta forma di depressione che durò quasi una settimana.