La Guerra dei Draghi

 

di

Torhal Bjorik

 

 

Nell'Era Meretica, quando Ysgramor mise piede per la prima volta a Tamriel, il suo popolo venerava un culto che prevedeva l'adorazione degli dei animali. Certi studiosi ritengono che questa popolazione primitiva adorasse i divini come li conosciamo noi, ma sotto forma di questi animali totem. Essi veneravano il falco, il lupo, il serpente, la falena, il gufo, la balena, l'orso, la volpe e il drago. Di tanto in tanto è possibile imbattersi in dei totem di pietra diroccati negli angoli più remoti di Skyrim.

 

Il primo fra tutti gli animali era il drago, o drah-gkon nell'antica lingua nord. A volte veniva usato il termine dov-rha, ma non si conosce né la lingua di appartenenza, né la sua derivazione. L'utilizzo di questi nomi era vietato a tutti, tranne ai sacerdoti del Drago. Furono costruiti grandi templi per onorare i draghi e conquistarsi il loro favore. Molti di essi resistono ancora oggi, sotto forma di antiche rovine infestate da draugr e sacerdoti del Drago non-morti.

 

I draghi, in quanto tali, accettarono il loro ruolo di re-dei sugli uomini. Dopotutto, non erano forse stati creati a immagine di Akatosh? Non erano superiori sotto ogni aspetto alle orde di piccole, tenere creature che li adoravano? Per i draghi, il potere equivale alla verità. Essi avevano il potere, di conseguenza erano depositari della verità. Concessero piccole quantità di potere ai sacerdoti del Drago in cambio di assoluta obbedienza. A loro volta, i sacerdoti regnavano sugli uomini alla stregua di re. Ovviamente i draghi non potevano essere disturbati con un compito così noioso come governare.

 

Ad Atmora, da dove provenivano Ysgramor e la sua gente, i sacerdoti del Drago imposero un tributo e stabilirono leggi e codici di condotta che garantirono la pace tra i draghi e gli uomini. A Tamriel, essi non erano affatto così benevoli. Non è chiaro se questo fosse dovuto a un sacerdote del Drago ambizioso, o a un drago in particolare, o a una serie di re deboli. Qualunque fosse la causa, i sacerdoti del Drago cominciarono a governare con il pugno di ferro, rendendo quasi schiava il resto della popolazione.

 

Quando la popolazione si ribellò, i sacerdoti del Drago passarono al contrattacco. Di fronte all'impossibilità di riscuotere il tributo o di controllare le masse, la risposta dei draghi fu immediata e brutale. Ebbe così inizio la Guerra dei Draghi.

 

In principio, gli uomini morirono a migliaia. Gli antichi testi narrano che un manipolo di draghi si schierarono dalla loro parte, anche se non ne spiegano il motivo. Secondo i sacerdoti dei Nove Divini, fu lo stesso Akatosh in persona a intervenire. Essi insegnarono agli uomini la magia da usare contro gli altri draghi. Le sorti della battaglia cominciarono a cambiare e anche i draghi iniziarono a morire.

 

La guerra fu lunga e sanguinosa. I sacerdoti del Drago vennero rovesciati e i draghi massacrati in gran numero. Quelli superstiti si sparpagliarono, preferendo vivere in luoghi remoti, lontano dagli uomini. Lo stesso culto del drago si adattò e resistette. Furono costruiti i tumuli dei draghi, dove seppellire i resti di quelli caduti durante la guerra. Credevano che un giorno i draghi sarebbero risorti e avrebbero premiato i fedeli.