La capanna nel bosco

Volume II

 

Raccontato da

Mogen, figlio di Molag

 

 

A una tarda ora di qualche stagione fa, un soldato stava tornando a casa dopo una serie di battaglie sanguinose. Scelse di risparmiare qualche moneta e decise di attraversare la foresta a piedi.

 

Il primo giorno di viaggio fu piuttosto tranquillo: il soldato rimase sulla via principale e proseguì a ritmo sostenuto.

 

Quando cominciò a calare la notte, sistemò il suo sacco a pelo, accese un piccolo fuoco e cucinò dei conigli che aveva catturato. "Davvero una bella giornata", pensò fra sé e sé mentre si addormentava.

 

A un certo punto della notte, il soldato fu svegliato da alcuni singhiozzi in lontananza. Afferrò la sua spada pensando al tranello di un bandito, ma fece finta di dormire per assalirlo di sorpresa. Dopo pochi minuti, il suono si fece sempre più lontano fino a scomparire completamente. Per il resto della notte, dormì con un occhio aperto.

 

Il secondo giorno il soldato si svegliò da quel sonno disturbato e si incamminò nella foresta a un passo più veloce, nel tentativo di distanziare il più possibile ciò che aveva sentito la notte precedente. Con il procedere del giorno, cominciò a piovere copiosamente e il soldato fu costretto a preparare un piccolo rifugio per la sera, in modo da rimanere asciutto durante il sonno.

 

Impiegò un po' di più ad addormentarsi con i pensieri della notte precedente ancora freschi nella mente, ma alla fine ci riuscì.

 

Quando nuovamente si risvegliò, il singhiozzare sembrava proprio all'esterno del suo rifugio. Il soldato brandì la spada e si trascinò fuori. Davanti al fuoco vide la schiena di una donna spettrale che si teneva il volto e piangeva.

 

Il soldato si fece coraggio e chiese cosa c'era che non andava.

 

Nessuna risposta.

 

Cominciò ad avvicinarsi lentamente ma prima che potesse raggiungerla, lei si girò ulandogli contro. La donna spettrale sollevò un'ascia e cominciò a correre verso il soldato, scomparendo prima di entrare in contatto.

 

Il soldato partì nel mezzo della notte, spada in mano. Corse fino alle prime luci dell'alba, quando riprese a seguire la strada il più velocemente possibile.

 

Il terzo fu un giorno solare e luminoso, ma il soldato, confuso e assonnato, non se ne accorse nemmeno. Proseguì il più velocemente possibile per uscire dalla foresta prima che giungesse la notte.

 

Quando l'oscurità cominciò a calare, vide una capanna lungo la strada e tra sé e sé la giudicò un buon posto per trascorrere la notte. Giunto al rifugio, impiegò un po' di tempo per bloccare le porte e le finestre in modo che niente potesse entrare.

 

Nonostante i preparativi, non riuscì a dormire. Si sedette in quella che prima era la stanza da letto della capanna a fissare tremante la porta barricata, quando alla fine la stanchezza era tale che si addormentò.

 

Questa volta si risvegliò per una risata dall'altra parte della porta. Sembrava la donna della notte precedente, ma si rifiutava di ammetterlo.

 

Il soldato sfondò la porta barricata che dava sulla stanza principale e vide la donna spettrale della notte prima, mentre fissava il terreno ridendo istericamente, ascia alla mano.

 

Inesorabile, cominciò ad attaccare la donna spettrale, ma si accorse che i suoi colpi avevano poco effetto. Quando utilizzò una pergamena del Dardo di fuoco, la donna gridò ed esplose, per poi scomparire.

 

Il calvario era finito. Il fantasma era svanito.

 

Qualla notte il soldato dormì bene e il giorno successivo coprì una notevole distanza attraverso la foresta. Quando il sole cominciò a calare sbucò dall'altro lato della foresta e si guardò alle spalle pensando ai giorni trascorsi.

 

Non appena si girò per riprendere il suo cammino, poté giurare di avere sentito ancora il lamento provenire dalla foresta...