La canzone di Pelinal

 

Volume 5: del suo affetto per

Morihaus

 

 

[Nota del curatore: i volumi 1-6 sono tratti dal cosiddetto Manoscritto di Reman, conservato nella biblioteca imperiale. Si tratta di una trascrizione di antichi frammenti raccolti da uno sconosciuto studioso dell'inizio della Seconda Era. A parte questo, poco si sa delle fonti originali di tali frammenti, alcuni dei quali sembrano risalire a uno stesso periodo (e forse addirittura a uno stesso manoscritto). Tuttavia, non avendo gli studiosi ancora raggiunto un consenso unanime a proposito della datazione dei sei frammenti, in questa sede non si offrirà alcuna opinione in merito.]

 

E' una verità inconfutabile che Morihaus fosse figlio di Kyne, ma è preferibile non dire se Pelinal fosse effettivamente lo Shezarrino o no (una volta Plontinu, che preferiva le spade corte, si espresse a proposito, e quella notte fu soffocato dalle falene). E' tuttavia noto che i due si consideravano appartenenti alla stessa famiglia, Morihaus minore di età, e che Pelinal provasse per lui grande affetto e lo chiamasse nipote, ma potrebbe trattarsi anche di semplici fantasie di esseri immortali. Pelinal non consigliò mai Morihaus in tempo di guerra, perché l'uomo-toro era abilissimo nella lotta ed era un ottimo condottiero, che non dovette mai far ricorso alla Follia, ma Fasciobianco lo ammonì nei confronti del suo crescente amore per Perrif. "Noi siamo 'ada, Mor, e cambiamo le cose con l'amore. Dobbiamo fare attenzione a non generare altri mostri su questa terra. Se non desisterai, lei si affezionerà a te e l'intera Cyrod sarà trasformata dalle tue azioni". A queste parole il toro si chiuse in sé, perché era un toro, e percepì il suo aspetto troppo deforme per poterlo mostrare mai a Parvania, sopratutto quando si sarebbe svestita per lui. Ma sbuffò e scuotendo l'anello che gli adornava il naso alla luce della luna Secunda disse: "Lei è come questa luce sull'anello che ho al naso: forse sarà un caso, ma quando muovo il capo di notte, lei c'è sempre. Adesso sai che ciò che mi chiedi è impossibile".