La canzone di Pelinal

 

Volume 4: delle sue gesta

 

 

Nota del curatore: i volumi 1-6 sono tratti dal cosiddetto Manoscritto di Reman, conservato nella biblioteca imperiale. Si tratta di una trascrizione di antichi frammenti raccolti da uno sconosciuto studioso dell'inizio della Seconda Era. A parte questo, poco si sa delle fonti originali di tali frammenti, alcuni dei quali sembrano risalire a uno stesso periodo (e forse addirittura a uno stesso manoscritto). Tuttavia, non avendo gli studiosi ancora raggiunto un consenso unanime a proposito della datazione dei sei frammenti, in questa sede non si offrirà alcuna opinione in merito.

 

[Pelinal] portò gli eserciti dello stregone oltre il Niben, conquistando tutte le terre orientali alla causa ribelle di Paravania, e Kyne dovette inviare la sua pioggia a lavare il sangue dai villaggi e dai forti nei quali non sventolavano più le insegne degli alyleid, perché gli eserciti degli uomini potessero usarli come accampamenti nella loro avanzata...[ed] egli spalancò le porte ai prigionieri di Vahtace con la Regina Schiava che volava su Morihaus sopra di loro, e gli uomini la chiamarono Al-Esh per la prima volta.

 

Oltrepassò il cancello... per recuperare le mani dei Mille Forti di Sedor (una tribù oggi sconosciuta ma ben nota a quei tempi), rubate dagli ayleid durante la notte, duemila mani che riportò indietro in un carro fatto di ossa di demoni, le cui ruote ripetevano i lamenti del cuore spezzato delle donne... [Testo mancante]... [E dopo] il primo pogrom, con cui le genti di 'kreath consolidarono le proprie posizioni a nord, si fermò con la bianca chioma resa scura dal sangue degli elfi presso il ponte di Heldon, dove i falconieri di Perrif avevano mandato a chiamare i nord, ed essi guardandolo dissero che Shor era tornato, ma lui sputò ai loro piedi per aver profanato quel nome. Li condusse tuttavia nel cuore dell'entroterra occidentale, per spingere gli ayleid all'interno, verso la Torre di Oro Bianco, in un lento cerchio che si richiudeva su se stesso, incapace di comprendere il potere dell'improvvisa libertà dell'uomo e le idee di furia che aveva portato. La sua mazza schiacciò i Thundernach inviati da Umaril a stanare i nemici nella lunga marcia di ritorno dei ribelli a sud e a est, e portò Morihaus-Respiro-di-Kyne da Zuathas il saggio mordace (un nede dal nome keptu) per far curare il toro, ferito da un nugolo di volatili dal becco feroce. E naturalmente al Consiglio di Skiffs, in cui tutti gli eserciti di Paravania e tutti i nord tremarono di paura davanti alla presa della Torre di Oro Bianco, tanto che la stessa Al-Esh raccomandò cautela, Pelinal si infuriò e insultò Umaril e insultò tutti i vigliacchi che si trovavano attorno a lui, e quindi si diresse alla torre da solo, perché Pelinal era solito agire d'impulso.