La canzone di Pelinal

 

Volume 3: del suo nemico

 

 

Nota del curatore: i volumi 1-6 sono tratti dal cosiddetto Manoscritto di Reman, conservato nella biblioteca imperiale. Si tratta di una trascrizione di antichi frammenti raccolti da uno sconosciuto studioso dell'inizio della Seconda Era. A parte questo, poco si sa delle fonti originali di tali frammenti, alcuni dei quali sembrano risalire a uno stesso periodo (e forse addirittura a uno stesso manoscritto). Tuttavia, non avendo gli studiosi ancora raggiunto un consenso unanime a proposito della datazione dei sei frammenti, in questa sede non si offrirà alcuna opinione in merito.

 

Pelinal Fasciobianco era la nemesi di tutta la razza elfica che popolava Cyrod a quel tempo. La sua principale missione, tuttavia, fu eliminare i re stregoni ayleid in scontri aperti prestabiliti piuttosto che in guerra. I campi della ribellione li lasciò agli eserciti sempre più grandi di Paravania e a suo nipote, l'uomo-toro. Presso Tor, Pelinal sfidò a duello Haromir di Rame e Tè, e lo azzannò alla giugulare invocando Reman, un nome fino ad allora sconosciuto a tutti. La testa di Gordhaur il forgiatore fu sbattuta sull'altare dalle forme caprine di Ninendava e nella sua saggezza Pelinal lanciò un piccolo incantesimo contro i flagelli, per impedire che quella nefandezza si rigenerasse per opera della magia di Welkynd. Nel proseguio della stagione, Pelinal massacrò Hadhuul sulle scale di granito di Ceya-Tar, opponendo la prima resistenza alle lance del Re del Fuoco. Per un certo tempo, non vi fu un'arma degli ayleid capace di perforare la sua corazza, che Pelinal riconosceva diversa da tutte quelle forgiate dall'uomo, ma i cui segreti non volle mai rivelare. Quando Huna, trasformata da Pelinal da schiava dei campi in oplite, molto amata dal suo signore, incontrò la morte colpita dal rostro di Celethelel il cantore trasformato in freccia, Fasciobianco fu preda della sua prima Follia. Seminò distruzione e morte da Narlemae fino a Celediil, cancellando quelle terre dalle mappe degli elfi e degli uomini, insieme a tutto ciò che albergavano. Perrif fu costretta a offrire sacrifici agli dei per far sì che non lasciassero la terra disgustati. E poi giunse la presa della torre d'oro bianco, dove gli ayleid si erano alleati con gli auroran di Meridia, e li avevano convocati per eleggere come loro campione il terribile "mezzelfo" dall'aura dorata Umaril l'implume... e, per la prima volta dalla sua venuta, fu Pelinal a essere sfidato in combattimento da un altro, perché nelle vene di Umaril scorreva il sangue degli 'ada e non avrebbe mai conosciuto la morte.