L'etichetta della mazza

 

 

I guerrieri talvolta commettono l'errore di pensare che la tattica non sia importante nel combattimento con la mazza. Suppongono che nei combattimenti con la spada tutto dipenda dalla loro destrezza, mentre con la mazza siano importanti solo forza e vigore. Come esperto istruttore di tattiche per il combattimento con la mazza, posso affermare che si sbagliano.

 

Per brandire una mazza, correttamente, tempismo e forza sono essenziali. Una volta iniziata l'oscillazione della mazza, fermarla o rallentarla è alquanto difficile.

 

Il combattente è impegnato non solo a sferzare il colpo, ma anche ad assorbire il contraccolpo. Si deve iniziare a impostare il movimento quando l'avversario si tende in avanti, magari perdendo l'equilibrio. E' possibile prevedere con certezza che successivamente si curverà all'indietro, quindi si deve mirare a un punto dietro la sua testa. Quando la mazza arriverà a copire quel punto, la testa dell'avversario si troverà nella sua traiettoria.

 

La mazza dovrebbe essere tenuta inizialmente ad altezza della spalla. Lo slancio non dovrebbe spingersi più di una spanna oltre le spalle. Durante l'oscillazione, occorre guidare il movimento con il gomito. Quando il gomito supera l'altezza della clavicola, stendere l'avambraccio come una frusta. La velocità extra consentirà alla mazza di acquistare slancio e forza, causando danni maggiori.

 

Al momento dell'impatto, rilassare il polso. La mazza rimbalzerà e il polso rigido potrebbe risentirne. Consentire che il contraccolpo riporti la mazza in posizione di partenza. In questo modo il guerriero sarà pronto a sferzare un secondo colpo velocemente.