Inversione

 

di

Yaqut Tawashi

 

 

"D'accordo", disse Kazagha. "Perché non vuoi parlare?".

 

Zaki posò il suo boccale di idromele e fissò sua moglie per qualche secondo. Infine, disse con riluttanza: "Perché ogni volta che affronto una conversazione, mia cara, gli argomenti fluiscono in ordine alfabetico. Proprio come ti ho detto. Penso che l'unico modo per fermare questa maledizione sia di non parlare affatto".

 

"Non potrebbe essere soltanto la tua immaginazione?", chiese Kazagha pazientemente. "Non sarebbe la prima volta che soffri di un'insensata fissazione paranoica. Ricordi quando hai pensato che il mago guerriero reale di Black Marsh si celasse dietro ogni albero con strumenti di tortura nel tentativo di trasformare te, un sarto di mezza età, grasso e calvo, nel proprio personale schiavo del sesso? Non devi vergnognartene, è il modo con cui Sheogorath ci rende tutti un po' pazzi qualche volta. Forse, se ti recassi dal guaritore...".

 

"Dannazione, Kazagha!", ringhiò Zaki e uscì con passo pesante sbattendo la porta dietro di sé. Quasi si scontrò con Siyasat, la sua vicina.

 

"Scusatemi", disse a Zaki ormai di spalle. Si coprì le orecchie con le mani, precipitandosi in strada e voltando l'angolo della sua sartoria. Il primo cliente lo stava aspettando fuori dall'entrata, con un ampio sorriso. Zaki si sforzò di controllare il suo temperamento, estrasse le chiavi e ricambiò il sorriso del cliente.

 

"Bella giornata", disse il giovane.

 

"Per gli dei!", strillò Zaki, facendo volare il giovane con un pugno ben assestato e fuggendo velocemente.

 

Per quanto odiasse ammettere che Kazagha aveva ragione, era evidentemente giunto il momento, ancora una volta, di ricorrere a uno degli intrugli d'erbe del guaritore. Il tempio per la salute mentale e fisica di Tarsu si trovava a diversi isolati di distanza verso nord ed era contraddistinto da un maestoso obelisco. Halqa, l'erborista capo, gli andò incontro prima che entrasse nella sala.

 

"Come state oggi, Sa'Zaki Saf?".

 

"Ho bisogno di fissare un appuntamento con Tarsu", disse Zaki con la massima calma.

 

"Solo un momento, lasciate che dia uno sguardo ai suoi appuntamenti", disse Halqa scorrendo velocemente una pergamena. "Si tratta di un'ermergenza?".

 

"In un certo senso", rispose Zaki dandosi una pacca sulla testa. Perché non era riuscito a dire sì, o assolutamente, o certo?

 

"Vediamo un po'", disse Halqa aggrottando la fronte. "Il meglio che posso fare è darvi un appuntamento per il prossimo Middas. Vi andrebbe bene?".

 

"Middas!", gridò Zaki. "Sarò ormai completamente psicotico per Middas. Non avete modo di ricevermi prima?".

 

Conosceva la risposta prima ancora che lei potesse pronunciarla. Non c'erano alternative. In un certo senso, aveva forzato la risposta. Se soltanto avesse proseguito la conversazione fino alla lettera "S".

 

"No", disse Halqa. "Sono desolata. Volete che vi prenoti l'appuntamento...?".

 

Zaki si allontanò digrignando i denti. Prese a vagare per le strade con la testa bassa per evitare di attaccar discorso con qualcuno, finché non alzò lo sguardo e si accorse di aver percorso tutta la strada fino al molo. Una brezza leggera soffiava sull'acqua, fece alcuni profondi respiri finché si sentì di nuovo quasi normale. Quando il suo animo si fu calmato, riuscì a pensare di nuovo. E se questa idea della conversazione in ordine alfabetico non fosse affatto una fissazione? E se ciò di cui soffriva non fosse affatto paranoia, bensì profonda e acuta consapevolezza? Sapeva che quello era un classico dilemma: sono io a essere pazzo o sta realmente accadendo qualcosa di strano?

 

Dall'altro lato della strada si trovava un negozio chiamato ParaDocks che esponeva erbe medicinali, cristalli e vapori racchiusi in sfere. Il cartello affisso sulla vetrina diceva "Consulenza mistica dall'alba a mezzogiorno". Ne valeva la pena, sebbene Zaki fosse alquanto scettico. Solitamente, le uniche persone che giungevano fino al molo per curarsi erano sciocchi avventurieri che non conoscevano di meglio.

 

L'incenso bruciava formando dense volute color rosa e oro che nascondevano a tratti il disordine che regnava all'interno. Maschere mortuarie Jijiic scrutavano in basso dalle pareti con sguardo torvo, incensieri fumanti penzolavano dal soffitto appesi a delle catene, mentre il pavimento era un vero labirinto di scaffali. A un tavolo logoro posto nel retro, sedeva un omino che indossava un copricapo, intento a elencare gli acquisti di una giovane donna.

 

"Ecco fatto", disse l'uomo. "Il vostro totale ammonta a cinquantasette pezzi d'oro. Il trattamento per la rigenerazione delle squame è un mio omaggio. Ricordate soltanto che la candela dovrà essere accesa solo dopo aver invocato Goroflox il Terribile e che la radice di mandragola attecchisce meglio nella penombra".

 

La cliente fece un breve e timido sorriso a Zaki e uscì dal negozio.

 

"Per favore, aiutatemi", disse Zaki. "Ogni conversazione che ascolto o nella quale mi trovo coinvolto sembra essere disposta in ordine alfabetico. Non capisco se sto diventando pazzo o se c'è qualche strana forza dietro tutto questo. A essere sincero, solitamente sono piuttosto diffidente nei confronti del vostro genere di attività, ma sono ormai giunto all'esasperazione. Potete fare qualcosa per fa cessare questa mia follia?".

 

"In verità, si tratta di un problema piuttosto comune", disse l'uomo dando una leggera pacca di comprensione al braccio di Zaki. "Quando giungete alla fine dell'alfabeto, le conversazioni procedono in ordine alfabetico inverso o ripartono dall'inizio dell'alfabeto?".

 

"In ordine alfabetico inverso", disse Zaki, ma poi si corresse. "Dannazione! Volevo dire, riprendono di nuovo dall'inizio, ogni volta. E' una vera agonia. Potete consultare gli spiriti e dirmi se sono pazzo?".

 

"Sauriki", disse l'uomo con un sorriso rassicurante. "Non ve ne sarà bisogno. Siete decisamente sano".

 

"Grazie", disse Zaki aggrottando la fronte. "A proposito, io mi chiamo Zaki, non Sauriki".

 

"Insolitamente somigliante, vero?", disse l'uomo dando una leggera pacca a Zaki sulla schiena. "Il mio nome è Octoplasm. Seguitemi, per favore. Credo di avere qualcosa che fa al caso vostro".

 

Octoplasm condusse Zaki lungo lo stretto corridoio dietro il bancone. I due uomini si fecero strada tra armadietti stracolmi di bizzarre creature conservate in strani liquidi, cumuli di rocce neolitiche, pile e pile di libri logori rilegati in pelle, fino nel cuore umido e stantio del negozio. Là prese un piccolo, tozzo, tamburello cilindrico e un libro e li consegnò a Zaki.

 

"'Vampirismo, Possessione Daedrica e Terapia dell'Inversione'", disse Zaki strizzando gli occhi per poter leggere il libro nell'oscurità. "Per l'Oblivion, cosa ha a che fare questo con me? Non sono un vampiro, guardate che abbronzatura. E cos'è la Terapia dell'Inversione e quanto mi costerà tutto ciò?".

 

"Inversione, o Controversione dall'antico cyrodilico, che significa all'indietro", disse Octoplasm con tono serio. "E' l'arte di invertire la direzione delle cose per accedere al mondo degli spiriti, per spezzare le maledizioni, curare il vampirismo e innescare tutte le vie della guarigione apotropaica. Conoscete la storia del tipo a cui venne detto che i pesci macellai vivono nell'acqua calda? Rispose di metterli a bollire nell'acqua fredda".

 

"Xenophus", disse Zaki d'istinto, poiché suo fratello aveva seguito un corso di esoterismo di livello avanzato sulla filosofia cyrodilica, come disciplina facoltativa, all'accademia imperiale trentuno anni prima, ma immediatamente dopo desiderò di non averlo detto. "E a cosa servirebbe quella specie di cosa cilindrica?".

 

Octoplasm accese una candela e avvicinò l'oggetto in modo che Zaki potesse vedere più chiaramente. Lungo il cilindro erano ricavate alcune strette fessure e quando Zaki guardò attraverso, vide un susseguirsi di vecchie immagini in bianco e enro con un uomo nudo che saltellava sopra alcune scatole, sequenza dopo sequenza.

 

"Dovete ruotarlo in questo modo", disse Octoplasm ruotando il dispositivo lentamente in senso orario in modo che l'uomo all'interno continuasse a saltellare di scatola in scatola. "Questo è uno zoetrope. Piuttosto carino, eh? Adesso prendetelo e iniziate a ruotarlo in senso antiorario e mentre lo fate leggete questo incantesimo che ho sottolineato nel libro".

 

Zaki prese lo zoetrope e iniziò a ruotarlo in senso antiorario sulla candela, in modo che l'omino nudo all'interno sembrasse saltare di scatola in scatola all'indietro. Gli occorsero un po' di coordinazione e di concentrazione per mantenere l'oggetto in rotazione a un ritmo costante, ma a poco a poco i balzi all'indietro, dapprima a scatti e sgraziati, divennero sempre più fluidi fino a quando Zaki non fu più in grado di distinguere le singole immagini. Sembrava una sorta di piccolo criceto umano su una ruota che si muoveva infinitamente all'indietro. Continuando a girare lo zoetrope con una mano, Zaki prese il libro nell'altra e lesse il brano sottolineato.

 

"Zoetrope al contrario, al contrario, continua a girare / la mia vita da questa ossessione devi liberare / le dee Boethiah, Kynareth e Drisis io invocherò / e così la mia potenziale crisi metafisica invertirò / Il mio tempo passato può esser stato piuttosto inutile e piatto / Ma io rifiuto la possibilità di diventare matto / Con questa inversione lo schema delle cose devi rovesciare / Zoetrope al contrario, al contrario, continua a girare".

 

Mentre declamava l'incantesimo, Zaki notò che l'ometto nudo all'interno dello zoetrope iniziò ad assomigliargli sempre più. I baffi scomparvero e si fece sempre più stempiato. Il giro vita aumentò e le natiche cominciarono ad abbassarsi e a prendere la forma e la consistenza di palloni semi-afflosciati. Comparvero squame simili a quelle tipiche di un argoniano. L'uomo iniziò a inciampare mentre saltava all'indietro di scatola in scatola, sudando e respirando affannosamente. Quando Zaki ebbefinito di declamare l'incantesimo, il suo doppio stava artigliando il suo torace e rotolando sottosopra sulle scatole in un'infinita caduta libera.

 

Octoplasm prese lo zoetrope e il libro dalle mani di Zaki. Sembrava che nulla fosse cambiato. Nessun rombo di tuono. Nessun serpente alato era spuntato dalla testa di Zaki. Nessuna esplosione di fuoco. Ma Zaki sentì che qualcosa era differente. Differente in senso positivo. Normale.

 

Alla cassa, quando Zaki tirò fuori la sua borsa di pezzi d'oro, Octoplasm scosse semplicemente la testa: "Radicali trattamenti simili di periodo lungo nel effetti degli sicuri essere può si non, naturalmente. Soldi niente".

 

Provando la prima vera sensazione di sollievo dopo interi giorni di tormento, Zaki uscì dal negozio camminando all'indietro e proseguì fino a raggiungere il suo laboratorio.