Il canto degli alchimisti

Antiche leggende dei dwemer

Parte V

 

di

Marobar Sul

 

 

Quando l'alchimista di Re Maraneon dovette abbandonare la sua posizione

dopo un esperimento di laboratorio che produsse un'esplosione,

si sparse la voce che il re voleva

un nuovo sapiente

per miscelare le pozioni e gli infusi.

Ma dichiarò che avrebbe scelto soltanto

un individuo che conosceva i trucchi e gli strumenti.

Il re rifiutava di assoldare ancora degli stolti.

 

Dopo molto ponderare, discutere e dibattere

il re scelse due assai eruditi candidati.

Ianthippus Minthurk e Umphatic Faer,

una coppia assai ambiziosa:

rivaleggiarono per provare chi di loro fosse il migliore.

Esordì il re: "Vi sarà una prova".

si recarono in un'ampia camera con erbe, gemme, volumi,

marmitte, coppe dosatrici, tutte avvolte in alte cupole cristalline.

 

"Createmi un infuso che mi renda invisibile",

rise il re con un tono che qualcuno definirebbe ridicolo.

Così Umphatic Faer e Ianthippus Minthurk

iniziarono a lavorare,

triturando erbe, battendo metallo, raffinando strani oli,

portando con cautela i loro calderoni al gorgogliante bagliore,

ciascuno per proprio conto, così che i mortai miscelassero a dovere,

talvolta sbirciando per vedere cosa l'altro combinava.

 

Quando entrambi ebbero lavorato per quasi tre quarti d'ora

sia Ianthippus Minthurk che Umphatic Faer ammiccarono

vicendevolmente, certi ognuno di aver vinto.

Disse Re Maraneon:

"Ora dovrete provare le pozioni che avete preparato,

prendete un cucchiaio e assaggiatele proprio dalla vostra coppa",

Minthurk svanì non appena le sue labbra sfiorarono l'infuso,

ma Faer assaggiò il suo e rimase visibile nell'apparenza.

"Pensasti di miscelare argento, diamanti blue ed erba gialla!",

rise il re: "Guarda in alto, Faer, fino sulla volta di vetro".

La luce che ne discende dona agli ingredienti che scegliesti

tonalità alquanto differenti".

"Cosa si ottiene", chiese la voce fluttuante, fiera,

"da una pozione di diamanti rossi, erba blu e oro?".

"Per [dio dwemer]", disse Faer con un ghigno sul volto,

"ho preparato una pozione per fortificare la mia stessa intelligenza".

 

Nota dell'editore:

 

Questa poesia è così chiaramente consona allo stile di Gor Felim che in realtà non necessita di alcun commentario. Notare il semplice schema AA/BB/CC delle rime, la metrica cantilenante ma decisamente sgraziata e le ricorrenti battute sui nomi ovviamente assurdi, Umphatic Faer e Ianthippus Minthurk. La farsa finale in cui lo stolto alchimista inventa una pozione per rendersi più scaltro per pura casualità, avrebbe attratto senz'altro il pubblico anti-intellettuale del periodo dell'Interregno, ma sarebbe stata senza dubbio respinta dai dwemer.

 

Notare che perfino Morobar Sul rifiuta di nominare qualsiasi divinità dwemer. La religione dwemer, se così può essere realmente definita, è uno degli enigmi più complessi e difficoltosi della loro cultura.

 

Nel corso dei millenni, il canto divenne una popolare canzone da taverna a High Rock, prima di scomparire del tutto infine, restando retaggio dei testi accademici. Proprio come gli stessi dwemer.