Canzoni del ritorno

Volume 24

Il primo racconto del Krilot Lok

 

 

[Quando fu il momento di] smantellare l'accampamento, non tutti gli equipaggi si diressero a meridione attraverso le terre collinose. Alcuni tornarono di corsa alle navi, perché i loro cuori appartenevano alle onde così come appartenevano l'uno all'altro [in quanto Compagni].

 

Uno di questi equipaggi era quello del Krilot Lok, nerboruti energumeni provenienti dall'estremità [orientale] di Atmora. La loro pelle era rossa come l'alba e si diceva che il mattino stesso aveva preso [i suoi splendidi colori da] i primi volti che vedeva all'inizio della giornata. La grande Kyne sollevò i loro spiriti e i loro venti, spingendoli a occidente con le terre di Tamriel sempre all'orizzonte, a sud.

 

Questi instancabili viaggiatori videro cose spaventose e terribili. Interi regni di uomini a loro ignoti, con la pelle scura come la carne troppo cotta. Gli elfi [ancor più scaltri dei traditori settentrionali] li attaccarono, finché poi non trovarono riparo sui percorsi più protetti. Grandi deserti come non ne avevano mai visti nella loro terra, popolati da bestie che parlavano come uomini con la [ferocia?] degli elfi. Molti stimati e valorosi Compagni morirono sulla punta delle lance dei serpenti con le gambe della palude meridionale.

 

Del valoroso equipaggio del Krilot Lok facevano parte Roeth e Breff l'Anziano, i grandi Fratelli di scudo (che spesso si scambiavano le lance), e le [loro] mogli guerriere, Britte e Greyf (la bella fanciulla), Sorelle di scudo in grado di seminare [il terrore?] per i mari ghiacciati. Insieme i quattro osservarono l'abisso di alberi che era la maleodorante patria degli uomini serpente. E dal momento che erano atmora consacrati che non temevano nulla di Tamriel, si avventurarono in cerca di gloria nella più pericolosa tra queste nuove terre.

 

Avanzarono devastando le paludi, segnando il sentiero tra loro e la nave in modo da non perdere mai di vista la costa. Nel giorno remoto in cui alla fine Roeth cadde, quando Britte lanciò il suo celebre urlo di guerra e tutte le paludi si svuotarono, il sentiero si riempì nuovamente dei vili uomini serpente. Così iniziò la [rovente?] marcia di questi nostri grandi capitani.