Biografia

della

Regina Barenziah

 

Vol. 2

 

di

Stern Gamboge

scrivano imperiale

 

 

Il primo volume di questa serie narra la storia delle origini di Barenziah, come erede al trono di Mournhold finché suo padre non si ribellò contro sua eccellenza Tiber Septim I, conducendo in rovina la provincia di Morrowind. Grazie alla benevolenza dell'imperatore, la piccola Barenziah non fu uccisa con i suoi genitori, ma affidata al Conte Sven di Darkmoor, un leale sostenitore imperiale. Crebbe e divenne una bella e devota fanciulla, fiduciosa nei confronti dei suoi protettori, ma raggiunti i sedici anni di età, quella fiducia venne tradita da un malvagio garzone di stalla orfano, a servizio nelle proprietà del Conte Sven, il quale con la menzogna e con l'inganno la convinse a fuggire con lui da Darkmoor. Dopo numerose peripezie, si stabilirono a Riften, una città di Skyrim nei pressi dei confini di Morrowind.

 

Straw, il garzone di stalla, non era completamente malvagio. Seppure egoisticamente, amava Barenziah e vide nell'inganno l'unico modo per consolidare il loro rapporto. La ragazza, ovviamente, provava soltanto una sincera amicizia nei suoi confronti, ma Straw sperava che col passare del tempo i suoi sentimenti mutassero.

 

Sognava di comprare una piccola fattoria dove sistemarsi dopo il matrimonio, ma a quel tempo i loro guadagni bastavano appena per sfamarsi e trovare un riparo.

 

Dopo una breve permanenza a Riften, Straw conobbe un impudente e scellerato ladro khajiiti, di nome Therris che gli propose di compiere un furto nella dimora del comandante imperiale, situata nella zona centrale della città. Therris disse che aveva un cliente, un traditore dell'Impero, disposto a pagare salato per qualsiasi informazione che fossero riusciti a reperire lì dentro. Barenziah origliò per caso il loro piano e ne fu atterrita. Si allontanò in silenzio dalle loro stanze e vagò per le strade di Riften in preda alla disperazione, indecisa tra la sua lealtà nei confronti dell'Impero e l'affetto per gli amici.

 

Infine, la lealtà verso l'Impero prevalse sulle amicizie personali e Barenziah si presentò presso l'abitazione del comandante, rivelando la sua vera identità e avvisandolo del piano dei suoi compagni. Il comandante ascoltò attentamente, elogiò il suo coraggio e le assicurò che nessuno le avrebbe fatto del male. Non era altri che il generale Symmachus, che aveva perlustrato le campagne alla sua ricerca fin dal momento della sua scomparsa ed era appena giunto a Riften sulle sue tracce. Il generale la prese sotto la sua custodia e la informò che, ben lungi dall'essere spedita lontano per esser venduta, sarebbe stata reintegrata sul trono di Mournhold non appena avesse compiuto i diciotto anni di età. Fino ad allora, avrebbe vissuto con la famiglia di Septim nella nuova Città Imperiale, dove avrebbe appreso l'arte di governare e sarebbe stata introdotta a corte.

 

Nella Città Imperiale, Barenziah si occupò di assistere l'Imperatore Tiber Septim durante il periodo intermedio del suo regno. I figli di Tiber, in particolare Pelagius, figlio maggiore ed erede al trono, giunsero ad adorarla come una sorella. Le ballate del tempo lodavano le sue doti di bellezza, castità, intelligenza e cultura. Al suo diciottesimo compleanno, l'intera Città Imperiale accorse per assistere al suo corteo di commiato, preludio del suo ritorno alla terra natale. Sebbene addolorati per la sua partenza, sapevano tutti che era ormai giunto il momento per lei di affrontare il suo glorioso destino come sovrana del regno di Mournhold.