Il mistero
di
Talara
Parte III

di
Mera Llykith



Gnorbooth stava lasciando la sua taverna preferita a Camlorn, il Ramo Spezzato, quando sentì qualcuno chiamare il suo nome. Il suo non era certo il genere di nome che si poteva confondere con un altro. Si volse e vide Lord Eryl, il mago guerriero reale del palazzo, emergere dall'oscurità del vicolo.

"Mio signore", disse Gnorbooth con un sorriso piacevole.

"Sono sorpreso di vedervi fuori stasera. Gnorbooth", sogghignò Lord Eryl sfoggiando il più sgradevole dei sorrisi. "Non ho visto molto né voi né il vostro padrone fin dalla celebrazione del millennio, ma so che siete stati entrambi molto occupati. Quello che mi chiedevo è cosa vi ha impegnato tanto".

"Curare gli interessi dell'Impero a Camlorn è un compito impegnativo, mio signore. Ma non posso pensare che siate interessato ai minimi dettagli degli appuntamenti dell'ambasciatore".

"Ma lo sono, in verità", replicò il mago guerriero. "Specialmente considerando che ultimamente l'ambasciatore ha iniziato ad agire in modo alquanto misterioso e decisamente poco diplomatico. Ho anche inteso che si è preso in casa una delle prostitute della Sagra dei Fiori. Immagino che il suo nome sia Gyna, non è vero?".

Gnorbooth scrollò le spalle: "Forse è innamorato, potrei supporre, mio signore. Ciò può indurre gli uomini ad agire in modo molto bizzarro, sono certo che non è una novità".

"Non è che una prostituta molto affascinante", rise Lord Eryl. "Avete notato quanto somigli alla povera Principessa Talara?".

"Sono a Camlorn solamente da quindici anni, mio signore. Non ho mai visto sua maestà il precedente sovrano".

"Ora potrei capire se si fosse dedicato alle scritture poetiche, ma quale uomo innamorato passerebbe i suoi giorni nelle cucine del palazzo a parlare con vecchi servitori? A me non sembra affatto una passione ardente, anche basandomi solo sulla mia limitata esperienza". Lord Eryl roteò gli occhi. "E quali affari sta sbrigando adesso a... Oh, qual è il nome del villaggio?".

"Umbington?", rispose Gnorbooth e immediatamente se ne pentì. Lord Eryl era un attore fin troppo cauto per rivelarlo, ma Gnorbooth comprese da una sensazione alla bocca dello stomaco, che il mago guerriero non sapeva che Lord Strale aveva lasciato la capitale. L'ambasciatore gli aveva carpito il segreto, ma c'era ancora una partita da giocare con estrema attenzione. "Non partirà alla volta del villaggio fino a domani. Ritengo sia soltanto per far mettere un timbro su alcuni documenti che richiedono il sigillo imperiale".

"Tutto qui? Che noia per quel poveretto. Suppongo che lo vedrò quando sarà di ritorno", disse Lord Eryl con un inchino. "Vi ringrazio per le informazioni che mi avete dato. Addio".

Non appena il mago guerriero reale ebbe svoltato l'angolo, Gnorbooth balzò a cavallo. Aveva bevuto un paio di birre di troppo, ma sapeva di dover giungere a Umbington prima degli emissari di Lord Eryl. Si allontanò al galoppo dalla capitale dirigendosi verso oriente, sperando che ci fossero indicazioni lungo la strada.

Seduto in una taverna impregnata dell'odore di muffa e di birra acida, Lord Strale si meravigliava di come Lady Brisienna, l'agente dell'imperatore, scegliesse sempre i luoghi più esposti al pubblico per le sue conversazioni più private. Era il periodo del raccolto a Umbington e chiunque lavorasse nei campi era intento a sperperare in bevande il proprio magro salario secondo la più chiassosa delle mode. Era vestito in un modo adeguato a quell'incontro, pantaloni ruvidi e una semplice giubba da contadino e tuttavia sentiva ancora di dare nell'occhio. E in effetti così era, a confronto con le due donne che erano con lui. La donna alla sua destra era avvezza a frequentare i luoghi malfamati di Daggerfall come una normale prostituta. Lady Brisienna alla sua sinistra appariva perfino più a suo agio.

"Con quale nome preferite che vi chiami?", chiese Lady Brisienna premurosamente.

"Sono abituata al nome Gyna, sebbene forse dovrei cambiarlo", fu la sua risposta. "Naturalmente, o forse no. Gyna la Prostituta potrebbe essere l'epigrafe sulla mia tomba".

"Mi assicurerò io stesso che non vi siano altri attentati alla vostra vita come quello che si è verificato alla Sagra dei Fiori", disse Lord Strale aggrottando le ciglia. "Ma senza l'aiuto dell'imperatore non sarò in grado di proteggervi per sempre. L'unica soluzione definitiva consiste nel catturare coloro che volevano nuocervi e quindi insediarvi nella posizione che vi spetta di diritto".

"Credete alla mia storia?", disse Gyna volgendosi verso Lady Brisienna.

"Da molti anni sono a capo degli agenti dell'imperatore nella provincia di High Rock e ho sentito alcune strane storie. Se il vostro amico ambasciatore non avesse indagato e scoperto quello che sappiamo, vi avrei congedata su due piedi ritenendovi pazza". Brisienna rise forzando Gyna a ricambiare con un sorriso. "Ma adesso, sì, vi credo. Forse questo fa di me una pazza".

"Ci aiuterete?", chiese Lord Strale semplicemente.

"E' un attività rischiosa e delicata interferire negli affari dei regni provinciali", disse Lady Brisienna fissando pensosa il fondo del suo boccale. "A meno che non vi sia una minaccia per l'Impero stesso, crediamo sia meglio non intromettersi. Nel vostro caso, ciò che abbiamo è un lurido assassinio avvenuto venti anni or sono e le sue conseguenze. Se sua maestà imperiale si lasciasse coinvolgere in ogni singulto sanguinario per la successione al trono che si verifica in ciascuno dei suoi innumerevoli regni vassalli, non sarebbe in grado di conseguire alcun risultato per il bene comune di Tamriel".

"Capisco", mormorò Gyna. "Quando ho ricordato ogni cosa, chi sono e cosa mi è accaduto, ero decisa a non fare niente. Infatti, stavo lasciando Camlorn per far ritorno a casa nelle terre di Daggerall, quando incontrai di nuovo Lord Strale. E' stato lui a voler iniziare le indagini per risolvere il caso, non io. E quando mi riportò indietro, desideravo soltanto vedere mia cugina per raccontarle chi ero, ma lui me lo proibì". "Sarebbe stato troppo pericoloso", ringhiò Strale. "Ancora non sappiamo quanto in profondità si è spinta la cospirazione. Forse non lo sapremo mai".

"Sono spiacente, ma ogni volta mi ritrovo a dare lunghe risposte a brevi domande. Quando Lord Strale mi chiese se vi avrei aiutato, avrei dovuto iniziare dicendo sì", disse Lady Brisienna ridendo nel vedere il mutamento d'espressione di Lord Strale e di Gyna. "Vi aiuterò, naturalmente. Ma perché tutto ciò giunga a buon fine, voi dovrete portare a termine due questioni per la soddisfazione dell'imperatore. In primo luogo, dovete provare senza ombra di dubbio chi è la mente dietro al complotto che avete scoperto. Dovete convincere qualcuno a confessare".

"In secondo luogo", disse Lord Strale annuendo. "Dobbiamo dimostrare che la questione è degna dell'attenzione di sua maestà imperiale e non semplicemente un problema di rilevanza locale".

Lord Strale, Lady Brisienna e la donna che si faceva chiamare Gyna, discussero di come realizzare i loro obiettivi per alcune ore ancora. Quando infine giunsero a un accordo sul da farsi, Lady Brisienna si accomiatò dal resto della compagnia per andare in cerca del suo compagno Proseccus. Strale e Gyna si diressero verso occidente, in direzione di Camlorn. Non era trascorso molto tempo da quando avevano iniziato a cavalcare attraverso la foresta, quando sentirono il rumore di zoccoli al galoppo in lontananza davanti a loro. Lord Strale sguainò la spada e fece segno a Gyna di mettere il suo cavallo dietro di lui.

In quel momento furono attaccati da ogni lato. Era un'imboscata. Otto uomini, armati d'asce, li avevano attesi, celati nel sottobosco.

Rapidamente, Lord Strale afferrò Gyna dal suo cavallo e la tirò in sella dietro di sé con uno strattone. quindi fece un breve e rapido movimento con le mani. Un anello di fiamme si materializzò intorno a loro, spostandosi rapidamente all'esterno e investendo i loro aggressori. Gli uomini ruggirono dal dolore e caddero carponi. 

Lord Strale lanciò il cavallo verso il più vicino di loro e si diresse al galoppo verso occidente.

"Pensavo che foste un ambasciatore, non un mago!", rise Gyna.

"Ritengo ancora che vi sia tempo per la diplomazia", replicò Lord Strale.

Lungo la via incontrarono il cavallo e il cavaliere che avevano udito poco prima. Si trattava di Gnorbooth. "Mio signore, è il mago guerriero reale! Ha scoperto che eravate a Umbington!".

"Con discreta facilità, potrei aggiungere", tuonò la voce di Lord Eryl dal cuore della foresta. Gnorbooth, Gyna e Lord Strale scrutarono con attenzione nell'oscurità del folto degli alberi, ma non si scorgeva nulla. La voce del mago guerriero sembrava scaturire da ogni direzione.

"Mi dispiace, mio signore", gemette Gnorbooth. "Ho provato ad avvertirvi il prima possibile".

"Nella vostra prossima vita forse vi ricorderete di non affidare i vostri piani a un ubriacone!", rise Lord Eryl. Li ebbe a portata di mira e scagliò il suo incantesimo.

Gnorbooth lo vide per primo per la luce della sfera di fuoco che scaturì dalla punta delle sue dita. Più tardi, Lord Eryl stava chiedendosi cosa mai quello sciocco avesse inteso di fare. Forse stava precipitandosi in avanti per allontanare Lord Strale dalla traiettoria. Forse stava soltanto cercando si sfuggire dalla traiettoria di distruzione e si era mosso a sinistra quando avrebbe dovuto spostarsi a destra. Forse, per quanto incredibile potesse sembrare, era disposto a sacrificare se stesso per salvare il suo padrone. Qualunque fosse il motivo, il risultato era sempre lo stesso.

Si era messo sulla traiettoria.

Vi fu un'esplosione di energia che squarciò l'oscurità della notte seguita da un boato echeggiante che fece fuggire gli uccelli dagli alberi per almeno un miglio tutt'intorno. La superficie di pochi piedi quadrati dove si trovavano Gnorbooth e il suo cavallo era ricoperta da uno strato di vetro nero. Erano stati letteralmente vaporizzati. Gyna e Lord Strale furono scagliati indietro. I loro cavalli, quando ripresero i sensi, fuggirono al galoppo quanto più velocemente poterono. Nel prolungato bagliore ardente che seguì l'esplosione dell'incantesimo, Lord Strale guardò direttamente nel folto della foresta fissando gli ampi occhi del mago guerriero.

"Maledetto", disse Lord Eryl e iniziò a correre. L'ambasciatore balzò in piedi e lo inseguì.

"E' stato un impiego alquanto dispendioso di magicka, anche per voi", disse Lord Strale mentre correva. "Forse non sapevate che non è cauto utilizzare incantesimi a scansione a meno di non esser certi che il proprio bersaglio non possa essere ostruito".

"Non avrei mai pensato... quell'idiota...", Lord Eryl fu colpito alle spalle e sbattuto sul suolo umido della foresta prima ancora di avere la possibilità di finire di lamentarsi.

"Non importa quello che pensate", disse Lord Strale tranquillamente rivoltando il mago guerriero sotto sopra e bloccandogli le mani contro il terreno con le ginocchia. "Non sono un mago guerriero, ma ne so abbastanza per non sprecare la mia intera riserva di magicka nella vostra piccola imboscata. Forse è una questione di filosofia, ma, come agente del governo, mi ritengo incline al conservatorismo".

"Cosa intendete fare?", gemette Lord Eryl.

"Gnorbooh era un brav'uomo, uno dei migliori, quindi intendo farvi piuttosto male". A un leggero movimento, le mani dell'ambasciatore cominciarono a emettere vividi bagliori. "Questa è una certezza. Quanto male vi farò in seguito, dipenderà solo da ciò che mi direte. Voglio che mi parliate del precedente duca di Oloine".

"Cosa volete sapere?". gridò Lord Eryl.

"Cominciamo dal principio", replicò Lord Strale con imperturbabile pazienza.