Feyfolken
Libro tre

di
Waughin JarthIl



Il Grande Saggio disse, riprendendo il suo racconto: "Thaurbad aveva infine visto il potere del calamo. Stregato con lo spirito del daedra Feyfolken, servitore di Clavicus Vile, il calamo gli donò fama e ricchezza come scrittore del bollettino settimanale del Tempio di Auri-El. Ma presto realizzò che il calamo era il vero artista e che lui non era altro che un testimone della sua magia. La rabbia e la gelosia ebbero il sopravvento. Con un grido, spezzò il calamo in due".

"Si mosse per finire il suo bicchiere di idromele. Ma quando si volse indietro si accorse che il calamo era intatto".

"Non possedeva altri calami oltre a quello incantato, pertanto intinse il suo dito nell'inchiostro e scrisse un messaggio a Gorgos a grandi lettere approssimate. Quando Gorgos fu di ritorno dal tempio recando nuove congratulazioni ed elogi per il suo ultimo bollettino, consegnò il messaggio e il calamo al messo. Quel messaggio diceva: <<Riporta il calamo alla Gilda dei maghi e provvedi a venderlo. Comprami un altro calamo su cuoi non vi sia alcun incantesimo>>".

"Gorgos non sapeva cosa fare con quel messaggio, ma fece quanto gli era stato chiesto. Poche ore dopo fu di ritorno".

"<<Non intendono restituirci alcuna somma in oro per quel calamo>>, disse Gorgos. <<Hanno asserito che non era affatto incantato. Ho replicato che proprio qui avevano infuso un incantesimo con quella gemma dell'anima di Feyfolken, ma hanno insistito che se anche fosse ora non c'era più alcuno spirito e che forse l'avevamo neutralizzato>>".

"Gorgos fece una pausa per guardare il suo padrone. Thaurbad non poteva parlare, naturalmente, ma adesso sembrava ammutolito perfino più del solito".

"<<A ogni modo, ho gettato il calamo e ve ne ho acquistato uno nuovo, come mi avete chiesto>>".

"Thaurbad esaminò il nuovo calamo. Aveva una penna bianca mentre il suo vecchio calamo ne aveva una grigio colomba. Si adattava bene alla sua mano. Tirò un sospiro di sollievo e fece cenno al messo che poteva andare. Aveva un bollettino da scrivere e, finalmente senza alcun sortilegio se non il suo talento naturale".

"Trascorsi un paio di giorni era riuscito a recuperare il tempo perduto. Quello scritto sembrava alquanto ordinario, ma almeno era completamente suo. Thaurbad si sentì stranamente sollevato quando scorrendo la pagina velocemente con lo sguardo notò dei piccoli errori. Da lungo tempo ormai il suo bollettino non conteneva alcun errore. In effetti, Thaurbad rifletté felice che probabilmente c'erano altri errori nel documento che al momento non riusciva a notare".

"Stava completando uno svolazzo conclusivo di ordinaria calligrafia sui margini, quando Gorgos giunse dal tempio portando alcuni messaggi. Diede una rapida occhiata alle lettere finché una catturò la sua attenzione. Sul sigillo di ceralacca della lettera si leggeva il nome di Feyfolken. In preda allo sconcerto, ruppe il sigillo".

"Nel messaggio era scritto con una magnifica calligrafia: <<Ritengo che dovreste uccidevi>>".

"Gettò la lettera sul pavimento, quando vide un improvviso movimento sul bollettino. Lo scritto di Feyfolken sembrò fuoriuscire dalla lettera con un movimento fluido riversandosi sulla pergamena e trasformando quel mediocre documento in un lavoro di sublime bellezza. Thaurbad in quel momento non si curò del bizzarro tono rauco della sua voce. Gridò a lungo, quindi bevve copiosamente".

"Nelle prime ore della mattina di Fredas, Gorgos consegnò a Thaurbad un messaggio da parte di Vanderthil, la segretaria del Tempio, ma lo scrittore non trovò il coraggio per leggerlo se non dopo qualche ora: <<Buon giorno, desidero soltanto informarmi sul bollettino. Normalmente siete pronto la sera di Turdas. Sono curiosa. State pianificando qualcosa di speciale? -- Vanderthil>>".

"Thaurbad replicò: <<Mia cara Vanderthil, sono spiacente. Sono stato afflitto da una malattia. Per questo Sundas non vi sarà alcun bollettino>>, consegnando il messaggio a Gorgos prima di ritirarsi in bagno. Quando ricomparve un'ora più tardi, Gorgos era appena ritornato dal tempio e sorrideva".

"<<Vanderthil e l'arciprete sono letteralmente impazziti>>, disse. <<Entrambi asseriscono che quello era di gran lunga il vostro migliore lavoro>>".

"Thaurbad guardò verso Gorgos, incapace di comprendere. Poi si accorse che il bollettino era scomparso. Tremante, intinse il dito nell'inchiostro e scribacchiò le parole: <<Cosa ne è stato del messaggio che ti ho consegnato?>>".

"<<Non ricordate?>>", chiese Gorgos con un sorriso. Sapeva che il suo padrone aveva bevuto parecchio ultimamente. <<Non rammento le parole esatte, ma era senz'altro qualcosa di simile a, 'Vanderthil, ecco il Bollettino. Sono spiacente per il ritardo. Sono stato afflitto da alcuni gravi problemi mentali ultimamente. - Thaurbad'. Poiché voi avevate detto, 'Ecco il bollettino', ho immaginato che avreste desiderato che lo portassi con me e così ho fatto. E come vi ho detto, sono rimasti estasiati. Scommetto che questo Sundas riceverete almeno il triplo delle lettere di congratulazioni>>”.

"Thaurbad annuì con la testa, sorrise e fece cenno al ragazzo che poteva andarsene. Gorgos fece ritorno al tempio, mentre il suo padrone tornò alla sua scrivania ed estrasse un nuovo foglio di pergamena”.

"Con il calamo, scrisse: <<Cosa vuoi da me, Feyfolken?>>".

"Quelle parole si trasformarono in: <<Salve. Odio la mia vita. Mi sono tagliato i polsi>>".

"Thaurbad tentò un approccio diverso: <<Sono impazzito?>>".

"Le parole divennero: <<Salve. Ho preso del veleno. Odio la mia vita>>".

"<<Perché stai facendo questo a me?>>".

"<<Io, Thaurbad Hulzik, non posso vivere con me stesso e lamia ingratitudine. Questo è il motivo per cui ho messo il mio collo dentro questo cappio>>".

"Thaurbad prese ancora un nuovo foglio di pergamena, intinse il suo dito nell'inchiostro e si accinse a riscrivere l'intero bollettino. Mentre il suo scritto originale, prima che Feyfolken lo alterasse, era stato ordinario e ricco di difetti, questa nuova copia era quasi illeggibile. Le 'I' minuscole erano prive del punto, le 'G' erano più simili a delle 'Y', le frasi giungevano fino ai margini e si incurvavano in ogni angolo simili a serpenti. L'inchiostro della prima pagina era filtrato sulla seconda pagina. Quando strappò le pagine dal fascicolo, un lungo strappo quasi divise in due parti la terza pagina. Qualcosa riguardo al risultato finale era evocativo o almeno così sperava. Scrisse un nuovo messaggio che diceva semplicemente: <<Usate questo nuovo bollettino invece della porcheria che vi ho inviato>>".

"Quando Gorgos fu di ritorno con i nuovi messaggi, Thaurbad gli consegnò la busta. Le nuove lettere erano tutte dello stesso genere, tranne una inviata dal suo guaritore, Telemichiel: <<Thaurbad, è necessario che mi raggiungiate non appena possibile. Abbiamo ricevuto alcune comunicazioni da Black Marsh riguardo a un ceppo di Peste Rossa i cui sintomi sono estremamente simili alla vostra malattia. Abbiamo bisogno di sottoporvi a un nuovo esame. Non abbiamo ancora niente di definitivo, ma dobbiamo capire che possibilità abbiamo>>".

"Thaurbad ebbe bisogno del resto della giornata e di quindici bicchieri del più forte idromele per riprendersi dalla notizia. Buona parte della mattina successiva se ne andò per riprendersi dai postumi del suo singolare sistema di recupero. Prese il calamo e si accinse a scrivere un messaggio per Vanderthil: <<Cosa ne pensate del mio nuovo bollettino?>>. La versione modificata da Feyfolken fu: <<Mi accingo a bruciarmi nelle fiamme, poiché morirò senza talento>>".

"Thaurbad riscrisse il messaggio usando il dito intinto nell'inchiostro. All'arrivo di Gorgos, glielo consegnò. Fra le lettere c'era un messaggio scritto con la calligrafia di Vanderthil".

"Diceva: <<Thaurbad, non soltanto siete ispirato dai divini, ma avete anche un grande senso dell'umorismo. Immaginate la sorpresa se avessimo utilizzato quegli scarabocchi che ci avete inviato, invece del vero bollettino. Avete fatto ridere di cuore anche l'arcivescovo. Sono impaziente di vedere cosa avete in serbo per la prossima settimana. Cordialmente, Vanderthil>>".

"Le onoranze funebri, che si tennero una settimana dopo, richiamarono molti più amici e ammiratori di quanto Thaurbad Hulzik avrebbe ritenuto possibile. La bara, naturalmente, dovette esser chiusa, ma questo non fermò gli addolorati partecipanti alle esequie dal disporsi in fila per toccare la liscia superficie di quercia, immaginandola come il corpo dello stesso artista. L'arcivescovo si dimostrò all'altezza della situazione e pronunciò un elogio funebre più ispirato del consueto. L'antica nemica di Thuarbad, la segretaria che aveva preceduto Vanderthil, Alfiers giunse da Cloudrest per l'occasione. Profondamente addolorata, disse che seguendo le esortazioni di Thaurbad chiunque avrebbe potuto modificare il corso della propria vita. Quando sentì che Thaurbad nel suo testamento le aveva lasciato il suo calamo, scoppiò in lacrime. Vanderthil fu anche più inconsolabile, finché non trovò un giovane uomo scapolo elegante e di bell'aspetto".

"<<Riesco a stento a credere che se ne sia andato, quando ancora io non lo avevo mai incontrato di persona né avevo avuto occasione di parlargli>>, disse. <<Ho visto il suo corpo, ma anche se non fosse stato completamente bruciato, non avrei potuto dire se era veramente lui o meno>>".

"<<Vorrei potervi dire che si è trattato di un errore, purtroppo c'erano parecchie prove mediche del fatto>>, disse Telemichiel. <<Io stesso ho prestato alcune cure. Sapete, era uno dei miei pazienti>>".

"<<Oh>>", chiese Vanderthil, <<era afflitto da qualche malattia?>>".

"<<Era stato colpito dalla Peste Rossa alcuni anni or sono, la stessa malattia che lesionò la sua laringe, ma sembrava avviato verso una completa guarigione. In verità, gli avevo appena inviato un messaggio comunicandogli la notizia il giorno prima del suicidio>>".

"<<Siete voi quel guaritore!>>, esclamò Vanderthil. <<Gorgos, il messo di Thaurbad, mi disse che aveva appena prelevato quel messaggio quando gli consegnai i miei complimentandomi con lui per il nuovo superlativo stile del bollettino. Si trattava di un lavoro straordinario. Non avrei mai osato dirglielo, ma avevo iniziato a sospettare che si fosse incagliato in uno stile di scrittura alquanto antiquato. Appare evidente come avesse avuto un ultimo impeto di genio prima di andarsene in una fiammata di gloria. Sia in senso figurato che letterale>>".

"Vanderthil mostrò l'ultimo bollettino al guaritore di Thaurbad e Telemichiel concordò come quel suo stile convulso, quasi illeggibile, fosse eloquente del potere e della maestà del dio Auri-El>>".

"Adesso sono del tutto confuso", disse Vonguldak.

"Riguardo a quale parte?", chiese il Grande Saggio. "Ritengo che las toria si aalquanto lineare".

"Feyfolken rese straordinari tutti i bollettini tranne l'ultimo, quello che Thuarbad scrisse di suo pugno", disse Taksim con aria pensosa. "Tuttavia, perché travisò gli appunti da Vanderthil al guaritore? Forse Feyfolken aveva alterato quelle parole?".

"Forse", sorrise il Grande Saggio.

"O forse alterò la percezione che Thaurbad aveva di quelle parole?", chiese Vonguldak. "Forse Feyfolken lo fece impazzire?".

"Molto probabilmente", replicò il Grande Saggio.

"Ma ciò significherebbe che Feyfolken era un servitore di Sheogorath", disse Vonguldak. "Ma voi avete detto che era un servitore di Clavicus Vile. Cos'era dunque, un agente della discordia o un agente della follia?".

"La sua volontà fu certamente alterata da Feyfolken", disse Taksim, "E ciò è proprio il genere di cose che un servitore di Clavicus Vile farebbe per perpetuare la maledizione".

"Come appropriata conclusione della storia dello scrittore e del suo calamo maledetto", sorrise il Grande Saggio, "vi lascerò liberi di interpretare la cosa come preferite".