Biografia

della

Regina Barenziah

 

Vol. 3

 

di

Stern Gamboge

scrivano imperiale

 

 

Nel secondo volume di questa serie, si è narrato di come Barenziah venne cortesemente accolta nella Città Imperiale appena costruita dall’Imperatore Tiber Septim e dalla sua famiglia, che durante la sua permanenza di quasi un anno le dimostrò affetto e attenzioni come con una figlia da lungo tempo perduta. Dopo molti mesi felici trascorsi ad apprendere i suoi doveri come una regina vassalla dell’Impero, il generale imperiale Symmachis la scortò fino a Mournhold dove Barenziah si insediò come regina del popolo sotto la sua saggia guida. Col passare del tempo tra i due nacque l’amore e furono uniti in matrimonio e incoronati in una splendida cerimonia celebrata dallo stesso imperatore.

 

Dopo diversi secoli di matrimonio, alla coppia reale nacque un figlio, Helseth, accolto con gioiose celebrazioni e preghiere. Sebbene a quel tempo non fosse pubblicamente noto, poco prima di quell’evento benedetto il Bastone del Caos venne sottratto dal suo nascondiglio nel cuore delle miniere di Mournhold, da un astuto ed enigmatico bardo noto soltanto come l’Usignolo.

 

Otto anni dopo la nascita di Helseth, Barenziah diede alla luce una bambina, Morgiah, così chiamata per il nome della madre di Symmachus. In quei giorni la felicità della coppia reale sembrava completa. Ma dopo poco, le relazioni con l’Impero iniziarono misteriosamente a deteriorarsi, causando tumulti nella popolazione di Mournhold. Dopo numerose indagini infruttuose e vari tentativi di riconciliazione, in preda alla disperazione, Barenziah prese con sé i bimbi e si diresse verso la Città Imperiale per chiedere udienza all’Imperatore Uriel Septim VII. Symmachus, invece, rimase a Mournhold per gestire i contadini in rivolta e la nobiltà stizzita, e per fare il possibile per impedire un’imminente guerra civile.

 

Durante la sua udienza con l’imperatore, Barenziah, avvalendosi delle sue affinate arti magiche, realizzò con orrore e sgomento che era in realtà un impostore, nient’altri che il bardo chiamato Usignolo, che aveva sottratto il Bastone del Caos. Esercitando un grande autocontrollo sulle sue emozioni, riuscì a celare la sua scoperta al nemico. Quella sera, giunse la triste notizia che Symmachus era caduto in battaglia contro i contadini di Mournhold rivoltosi e che il regno era ormai in mano ai ribelli. Barenziah, a quel punto, non sapeva dove o da chi cercare aiuto.

 

Evidentemente, quella notte fatale, gli dei avevano deciso di proteggerla come per riparare alla sua triste perdita. Re Eadwyre della provincia di High Rock, un vecchio amico di Uriel Septim e di Symmachus, si presentò per una visita formale. La confortò, le garantì la sua lealtà e le confermò i suoi sospetti sul fatto che l’imperatore fosse un impostore, nient’altri che Jagar Tharn, il mago guerriero imperiale, uno degli innumerevoli alter-ego dell’Usignolo. Tharn si era presumibilmente ritirato in isolamento dagli affari pubblici e aveva insediato al suo posto la sua assistente, Ria Silmane. La sventurata assistente fu in seguito condannata a morte in circostanze misteriose, probabilmente dopo aver scoperto il piano di cui faceva parte, e la sua esecuzione avvenne in modo sommario e sbrigativo. Ma il suo fantasma apparve in sogno a Re Eadwyre rivelandogli che Tharn aveva rapito il vero imperatore, imprigionandolo in una dimensione alternativa. Dopodiché Tharn aveva usato il Bastone del Caos per ucciderla, durante il suo vano tentativo di avvertire il Consiglio degli Anziani di quel diabolico piano.

 

Insieme, Re Eadwyre e Barenziah concordarono di guadagnare la fiducia del falso imperatore. Nel frattempo, un altro amico di Ria, noto soltanto come il Campione, all’apparenza dotato di un notevole potenziale, per quanto inutilizzato, fu incarcerato nelle prigioni imperiali. Ma Ria poteva ancora accedere ai suoi sogni e lo avvisò di attendere il momento opportuno, così da poter concepire un piano per la sua fuga. Solo allora avrebbe potuto iniziare la sua missione per smascherare l’impostore.

 

Barenziah continuò ad ammaliare e ad assistere occasionalmente il falso imperatore. Escogitando un piano per leggere il suo diario segreto, apprese che l’impostore aveva spezzato il Bastone del Caos in otto pezzi, che aveva poi nascosto in luoghi remoti del territorio di Tamriel. Riuscì a procurarsi una copia della chiave della cella dov’era imprigionato l’amico di Ria e corruppe una guardia in modo da lasciare la chiave nella cella simulando un incidente. Il loro Campione, il cui nome era sconosciuto perfino a Barenziah ed Eadwyre, riuscì a fuggire attraverso un cancello che Ria aveva aperto in un angolo oscuro delle segrete imperiali usando i suoi ormai deboli poteri. Tornato in libertà, iniziò la sua missione quasi immediatamente.

 

Barenziah, dopo molto mesi di meticolosa ricerca, per mezzo di alcuni stralci di conversazioni ascoltate di nascosto e rare fugaci letture del diario di Tharn, fu in grado di decifrare la posizione degli otto componenti del Bastone del Caos. Una volta in possesso di quelle cruciali informazioni, immediatamente comunicate a Ria, che a sua volta le aveva passate al Campione, Barenziah e Re Eadwyre non indugiarono oltre. Fuggirono in direzione di Wayrest, il suo antico regno nella provincia di High Rock, dove riuscirono a difendersi dagli sporadici tentativi degli scagnozzi di Tharn di trascinarli nuovamente nella Città Imperiale, o almeno di ottenere vendetta. Tharn, nonostante quello che poteva dirsi di lui, non era affatto folle, salvo forse per Barenziah, e decise di concentrare la maggior parte dei suoi sforzi nel tentativo di rintracciare ed eliminare il Campione.

 

Come tutti adesso sanno, il coraggioso, instancabile Campione senza nome, ebbe successo nella sua missione e riuscì a riunire gli otto pezzi separati del Bastone del Caos, per poi distruggere Tharn e liberare il vero Imperatore, Uriel Septim VII. In seguito al periodo che divenne noto come la Restaurazione, nella Città Imperiale si tenne una solenne commemorazione in onore di Symmachus, in onore dell’uomo che aveva servito la Dinastia Septim a lungo e con lealtà.

 

Un reciproco affetto era nato tra Barenziah e il buon Re Eadwyre durante le loro difficoltà e avventure, e in quello stesso anno si sposarono poco dopo il loro ritorno dalla Città Imperiale. I due bambini concepiti dal precedente matrimonio con Symmachus rimasero con lei e sul trono di Mournhold si insediò un reggente provvisorio, durante la sua assenza.

 

A oggi, la Regina Barenziah è rimasta nella città di Wayrest con il Principe Helseth e la Principessa Morgiah. Sta pensando di tornare a Mournhold dopo la morte di Re Eadwyre. Essendo già anziano al momento del matrimonio, sapeva che ciò sarebbe accaduto molto prima del tempo del Giudizio degli Elfi. Fino ad allora, avrebbe condiviso il governo del regno di Wayrest con il suo consorte, compiaciuta e felice per la sua nuova vita tranquilla e riservata.